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Arrossamento da pannolino: meglio pannolini lavabili o usa e getta?

Arrossamento da pannolino: meglio pannolini lavabili o usa e getta?

L'arrossamento da pannolino è un'irritazione cutanea molto comune che si manifesta nel 7-35% dei bambini, soprattutto nella fascia d'età tra i 9 e i 12 mesi di vita. Per fortuna non sempre si tratta di candidosi (cioè di un'infezione da Candida albicans), e non sempre la guarigione richiede il trattamento con farmaci, ma se non viene adeguatamente curato può avere fra le sue complicazioni proprio un'infezioni da funghi o batterica. Per questo non deve essere sottovalutato, e una volta risolto è bene fare il possibile per prevenire la ricomparsa dei suoi sintomi.

Molti genitori sono fervidi sostenitori della teoria secondo cui la prevenzione degli arrossamenti passi anche dalla scelta del pannolino giusto, e già durante la gravidanza si organizzano per trovare la soluzione migliore.

Spesso, però, c'è confusione sul tema; le mamme convinte che la scelta debba ricadere sui pannolini lavabili potrebbero ad esempio incappare in un errore. Infatti i moderni pannolini usa e getta sono stati messi a punto anche per eliminare i fattori che potrebbero promuovere l'insorgenza di arrossamenti nell'area pannolino, e l'incidenza della dermatite da pannolino fra i neonati che indossano i monouso sembra essere addirittura inferiore rispetto a quella rilevata nel caso in cui si utilizzino i pannolini lavabili.

Sederino arrossato: il ruolo del pannolino

Gli arrossamenti da pannolino non sono malattie infettive ma manifestazioni cutanee dovute allo sfregamento della cute sottile e delicata del bimbo contro la mutandina utilizzata per contenere la sua pipì e le sue feci. I fattori che ne promuovono l'insorgenza sono però anche altri.

Il calore tipico dell'area pannolino, la sudorazione e l'ambiente caldo umido che si crea in questa zona favoriscono infatti la macerazione della pelle, che oltre ad arrossarsi può coprirsi di papule, vesciche e squame, finendo per trovarsi alle prese con una vera e propria dermatite da pannolino.

Anche l'alimentazione del neonato – ad esempio la mancanza di allattamento al seno, il passaggio da una dieta a base di solo latte materno allo svezzamento, oppure un apporto inadeguato di biotina – può favorirne l'insorgenza, così come l'uso di creme o unguenti, i residui di detergenti e disturbi di salute come la diarrea. L'associazione con la dentizione sembra invece essere casuale: se l'eritema da pannolino compare in contemporanea ai primi dentini è probabilmente perché i due fenomeni tendono a presentarsi alla stessa età.

Resta il fatto che il fattore “sfregamento pannolino” e la barriera costituita dal pannolino in quanto tale giocano un ruolo fondamentale. Non a caso i miglioramenti nei materiali utilizzati per produrre i pannolini usa e getta ha ridotto molto la comparsa del disturbo.

In altre parole, l'arrossamento da pannolino esiste perché i bambini utilizzano il pannolino. Fino agli anni '60 ciò ha significato avvolgere il culetto in pannolini di cotone che potevano eventualmente essere tenuti in posizione da mutandine di lattice, prima, o di plastica, poi.

In seguito i primi pannolini usa e getta sono stati soppiantati da quelli prodotti con materiali superassorbenti coperti da plastica. Negli anni '70 e '80 si è invece assistito a un vero e proprio picco dell'uso della cellulosa avvolta da materiale impermeabile. Sapendo quali sono i fattori alla base della comparsa della dermatite da pannolino è facile immaginare come questo tipo di mutandina potesse favorire la comparsa di arrossamenti.

Oggi, però, la situazione è diversa, e ogni mamma può acquistare pannolini che garantiscono una protezione superassorbente ma che sono rivestiti da materiale traspirante.

Oggi quasi tutti i pannolini usa e getta contengono materiale assorbente sotto forma di gel. Il loro utilizzo è stato associato alla possibilità di mantenere la pelle del bambino più asciutta e alla riduzione della comparsa dell'eritema da pannolino. Non solo, la trasformazione delle urine in gel evita che gli enzimi presenti nelle feci agiscano aumentano il pH cutaneo, contribuendo così all'irritazione. Da questo punto di vista la scelta del pannolino giusto può letteralmente neutralizzare l'effetto irritante delle feci.

Non bisogna poi dimenticare che a minacciare il benessere del piccolo scatenando gli arrossamenti da pannolino possono essere anche saponi e altri prodotti utilizzati per pulire i pannolini lavabili. Anche per questo il loro uso non è esente da rischi. Allora perché in molti hanno ripreso a decantarne le lodi? Colpa della sempre più frequente navigazione in internet tra articoli non sempre attendibili?

I pannolini lavabili: un mondo di vantaggi?

In realtà i pannolini lavabili hanno un evidente svantaggio: sono molto meno pratici rispetto a quelli usa e getta. I sostenitori del loro uso ne elencano però anche diversi vantaggi, fra cui alcuni diretti per il bambino e altri, indiretti, sulla salute pubblica.

Questi ultimi deriverebbero da un maggior rispetto per l'ambiente, ma in realtà i pannolini lavabili non sembrano comportare costi ambientali minori rispetto a quelli richiesti dall'utilizzo dei pannolini usa e getta. Il modo in cui viene intaccato l'ambiente è però diverso. Nel caso dei primi i costi corrispondono a consumi idrici ed energetici, che possono essere ridotti utilizzando elettrodomestici di ultima generazione. Per i secondi corrisponderebbero invece al consumo di materie prime, acqua ed energia utilizzata per la produzione e lo smaltimento, che ha come effetto collaterale la produzione di composti dannosi per salute e ambiente. Le ricerche condotte sembrano comunque portare alla conclusione che in entrambi i casi l'impatto ambientale è significativo.

Fra i benefici per la salute del bambino che indossa pannolini lavabili viene invece spesso citata una migliore traspirazione dell'area pannolino, genitali inclusi. Il rischio dei monouso sarebbe mettere in pericolo, con la crescita, la fertilità dei maschietti, ma secondo studi scientifici non c'è nessuna differenza nella temperatura dello scroto fra i bambini che indossano pannolini lavabili e quelli che indossano pannolini monouso.

Inoltre il bambino trarrebbe beneficio da una ridotta esposizione a sostanze chimiche potenzialmente pericolose. In effetti alcune resine e gomme presenti nei moderni pannolini usa e getta potrebbero ad esempio scatenare allergie a livello cutaneo (non una dermatite atopica, ma una dermatite allergica). D'altra parte, anche i residui di detergente che spesso rimangono sui pannolini lavabili nonostante i risciacqui sono fra le cause riconosciute di arrossamento da pannolino.

Ai pannolini lavabili viene poi attribuito il vantaggio di far associare al bambino la sensazione di avere il sederino bagnato – eliminata dai superassorbenti pannolini monouso – alla pipì. In questo modo sarebbe facilitato il fantomatico “spannolinamento”, ma verrebbe meno la garanzia di “sederino asciutto” che evita quell'umidità e quel ristagno di urine che promuovono l'insorgenza dell'eritema da pannolino.

Infine, i pannolini lavabili, più ingombranti rispetto a quelli usa e getta, aiuterebbero a combattere il problema della displasia (lussazione) congenita dell'anca, sarebbero meno costosi per la famiglia e ridurrebbero la spesa per lo smaltimento dei rifiuti.

Per ora, però, il dibattito sui reali vantaggi derivanti dal loro utilizzo resta aperto, e per il momento né l'American Academy of Pediatrics, l’associazione che riunisce i pediatri americani, né l'Environmental Protection Agency (EPA), l’agenzia per l’ambiente statunitense, hanno preso una posizione a favore di un tipo di pannolino.

Come curare l'arrossamento da pannolino: terapia e cura

Per quanto riguarda nello specifico le dermatiti da pannolino, diversi studi hanno rilevato un'incidenza maggiore di questo disturbo fra gli utilizzatori di pannolini lavabili. I punti di forza dei pannolini usa e getta sono la loro maggiore capacità di mantenere il sederino asciutto e il comfort più elevato. Nessuna ricerca è riuscita però a stabilire quale sia il tipo di pannolino più adatto a prevenire la dermatite.

Sembra invece ormai chiaro che l'incidenza della dermatite da pannolino diminuisce quando il cambio di pannolino è frequente, indipendentemente dal fatto che si utilizzino i lavabili o gli usa e getta. Sia la frequenza che la gravità dell'irritazione sono particolarmente ridotti quando il pannolino viene cambiato almeno 8 volte al giorno, indipendentemente dal pannolino.

È infatti fondamentale che la pelle arrossata venga tenuta pulita e asciutta. Inoltre lasciarla libera dal pannolino di tanto in tanto – ad esempio dopo il cambio, oppure dopo il bagnetto – può aiutarla a respirare meglio.

Per la detersione è sufficiente lavare l'area con un po' di acqua tiepida; se si vuole utilizzare un sapone è fondamentale che sia delicato (magari di una linea “baby” per pelle sensibile dalla composizione naturale) perché profumi o altre sostanze irritanti potrebbero peggiorare gli arrossamenti.

Per asciugare bisogna invece tamponare il sederino pulito delicatamente, senza sfregare. Sull'area arrossata si possono poi applicare una crema per arrossamenti da pannolino o una pasta lenitiva a base di ingredienti come il pantenolo, e quando si procederà a mettere il pannolino è meglio ricordare di non stringerlo troppo. Meglio invece evitare (a meno che non sia il medico a prescriverlo) l'uso di un prodotto contenente cortisonici, soprattutto a livello delle pieghe.

Chi usa pannolini lavabili deve invece ricordare di lavarli ad alte temperature senza utilizzare ammorbidenti e sciacquandoli almeno 2 o 3 volte per eliminare tutti i residui di detergenti. I pannolini non devono essere asciugati con l'asciugatrice, e se sono abbinati all'uso di una mutandina è bene evitare quelle di plastica o gomma.

I veri rimedi per sconfiggere la coppia “pannolino dermatite” sono quindi le semplici regole per una buona igiene che ogni genitore dovrebbe seguire a ogni cambio del pannolino. In caso di dubbi a proposito basta chiedere un consiglio al pediatra.


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